«Tonino aveva una teoria sui ricchi e il cibo. […] La teoria era questa: i ricchi mangiano cose con nomi difficili, comprano tutto in quantità piccole a prezzi grandi, e si fidano di qualsiasi cosa sia scritta in francese.
Entrò nel supermercato alle undici e ventidue. Aveva trentotto minuti. Tonino apparteneva alla categoria di persone che fanno la spesa con la rapidità dei rapinatori.
Primo reparto: affettati. Tonino ignorò il prosciutto cotto normale — quello era roba sua, roba da mercoledì sera davanti alla televisione. Lesse le etichette come se stesse decifrando un documento diplomatico. Scartò tutto quello che aveva il prezzo scritto in nero. Prese quello con il prezzo scritto a mano su un cartellino color avorio. Costava quattro volte di più. Bene.
Secondo reparto: formaggi. Qui la teoria delle lingue sull’etichetta si rivelò utilissima. Un formaggio con il nome in una sola lingua era un formaggio normale. Due lingue: accettabile. Tre o più: questo era quello che mangiavano i ricchi. Trovò qualcosa con cinque lingue, una delle quali sembrava islandese. Lo prese senza esitare.
Terzo reparto: vino. Due criteri: la bottiglia non doveva essere di plastica, e l’anno sull’etichetta doveva essere abbastanza indietro da sembrare deliberato. Trovò un Barolo 2017. Sembrava abbastanza deliberato.
Quarto reparto: pane. C’era il pane normale, il pane integrale, il pane con i semi, e poi una sezione separata dietro un vetro con l’illuminazione diversa — più calda, quasi museale — dove stavano delle forme con nomi scritti su cartellini inclinati a quarantacinque gradi. Tonino aprì la porta del vetro. Prese la forma che costava di più. Era piccola e pesante come un oggetto che non dovrebbe essere commestibile. Perfetta.
Quinto reparto: frutta e verdura. I ricchi comprano frutti che non sono di stagione, verdure che sembrano erbe, ed erbe che sembrano decorazioni. Prese dei cachi — erano di stagione ma sembravano decadenti — un mazzo di qualcosa che poteva essere radicchio o poteva essere una pianta ornamentale, e un vasetto di qualcosa in salamoia da undici euro con un’etichetta in corsivo che non riuscì a leggere ma che acquistò per questa stessa ragione.»
Il nome sbagliato · Un estratto
La teoria
dei ricchi.
Tonino ha trentotto minuti, una missione e un metodo scientificamente discutibile.