Luca Sabatini

Ora in libreria · De Ferrari Editore

Il nome
sbagliato

Le bugie funzionano sempre. Fino al primo incontro.

Copertina del romanzo Il nome sbagliato di Luca Sabatini

La storia

Un nome.
Almeno due identità.

A Sesto San Giovanni vive Pasquale Esposito, trentasei anni e una virtù disastrosamente fuori luogo: un’onestà di fondo.

Per sfuggire a un destino fatto di domeniche al ragù e parenti ingombranti, sulle app di incontri diventa Valentino: legge saggi norvegesi mai tradotti, sorseggia infusi al muschio di tundra e parla con una “e” così chiusa da sembrare progettata. È, in sostanza, la sua versione premium.

Ma la verità ha una sua ostinazione. Arriva sempre. A volte sotto forma di un pacco da cinque chili nel momento peggiore possibile.

AutoreLuca Sabatini
EditoreDe Ferrari
ISBN9788855039154
Prezzo€ 13,90

Dentro il libro

Sei cose che
Amazon non dice.

01

Dove nasce l’idea

Da una domanda molto seria, come tutte quelle che finiscono male: quanto può resistere una bugia raccontata per sembrare più desiderabili?

La risposta lunga comprende un falso nome, un citofono, una cravatta di provenienza dubbia e una quantità di Provolone del Monaco incompatibile con qualsiasi appuntamento romantico.

02

Perché questo titolo

Pasquale non sceglie soltanto un nome diverso. Sceglie la persona che immagina possa essere amata più facilmente.

Il nome sbagliato è anche quello che diamo alla versione di noi costruita per piacere agli altri: generalmente più elegante, più interessante e molto meno capace di gestire un citofono alle due del mattino.

03

Perché Sesto San Giovanni

Perché Sesto è la DDR di Milano: abbastanza vicina da vederne le luci e abbastanza lontana da non sentirsi responsabile di ciò che accade sotto quelle luci.

È il posto ideale per un uomo che tenta di reinventarsi come creatura sofisticata mentre in cucina conserva formaggi capaci di superare indenni diverse crisi geopolitiche.

04

Il primo personaggio

Pasquale è nato prima come problema e soltanto dopo come personaggio.

È un uomo fondamentalmente onesto che decide di mentire per ragioni quasi rispettabili. Naturalmente sceglie il metodo più complicato: quelli semplici raramente richiedono nastro isolante marrone.

05

Un dettaglio nascosto

Nel romanzo i nomi non servono soltanto a identificare le persone: fanno promesse al posto loro.

Valentino promette tramonti e conversazioni fino all’alba. Pasquale, pasta al forno e debiti onorati. Resta da capire quale dei due mantenga davvero la parola.

06

La colonna sonora ideale

Neomelodico napoletano ascoltato con devozione clandestina, jazz usato per darsi un contegno e qualche canzone romantica che nessuno ammetterebbe di conoscere a memoria.

Una playlist che comincia sofisticata e finisce sotto un ombrellone arancione, con il volume troppo alto.

Il nome sbagliato

Nomi e altre
complicazioni.

Quattro persone. Almeno sei identità. E una sola giornata per impedire alla verità di presentarsi senza appuntamento.

Il protagonista

Pasquale
Esposito

Napoletano di nascita, trapiantato a Sesto San Giovanni e martire per eccesso d’immaginazione. Possiede un’onestà di fondo che tenta maldestramente di correggere sotto falso nome.

In arte temporanea: Valentino

La donna che vede tutto

Chiara
Ruggeri

Architetto di Bergamo Alta, elimina le ambiguità con la calma di chi collauda una trave portante. Custodisce un’inconfessabile passione per il neomelodico napoletano.

Le piramidi? Edilizia sopravvalutata.

Il complice

Tonino
Laricchia

Coinquilino barese, archivista spietato delle altrui sciocchezze e maggiordomo d’alto bordo per necessità.

Prima il caffè. Poi, forse, la crisi.

L’apparizione

L’Uomo
in Tweed

Occupa gli angoli delle stanze senza chiedere permesso e risponde alle domande anagrafiche con un sibillino: «Dipende da quando».

Il tweed gestisce il clima con dignità.

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Tre frasi dal romanzo

Identità, verità
e buone storie.

«L’identità è quasi sempre una questione di gusto.»
«La verità ha il vantaggio di essere breve.»
«La verità è più gentile quando arriva senza anticamera.»

Dalle prime righe

«Pasquale aveva la tendenza a spacciare i problemi filosofici per pratici — un'abitudine condivisa con larga parte dell'umanità, che per questa stessa ragione ci ha regalato magnifiche cattedrali e, con tempismo impeccabile, anche diverse catastrofi.»