Luca Sabatini

Il posto accanto · Un estratto

Il gioco vale
la candela.

Ernesto riceve un invito. Poi fa ciò che farebbe chiunque: calcola la probabilità di morire.

«Ernesto fissava il foglio da quattro minuti e dodici secondi. Non era arrabbiato; era profondamente turbato dall’esistenza di una mente capace di confondere il principio di indeterminazione di Heisenberg con il teorema di Bayes, mescolando un limite fisico dell’universo con un calcolo delle probabilità. [...] quando arrivò un messaggio di Agnese.

Pattinaggio sul ghiaccio al Porto Antico? Mercoledì pomeriggio.

Ernesto lesse il messaggio. Lo rilesse. Guardò Renato, sul davanzale.

«Pattinaggio», disse.

Renato non si girò.

«Sul ghiaccio», aggiunse Ernesto.

Renato non si girò nemmeno stavolta.

Ernesto cercò su Google pattinaggio su ghiaccio difficoltà. Il primo risultato diceva che era uno sport accessibile a tutti, anche ai principianti, e che chiunque poteva imparare le basi in poche ore.

Lesse chiunque e si fermò.

Chiunque era una categoria statistica. Comprendeva individui dotati di una coordinazione motoria nella norma, riflessi adeguati e un passato sportivo che non coincidesse unicamente con la spola tra l’università e il supermercato. Ernesto non aveva alcuna prova empirica di rientrarci.

Poi cercò fratture da pattinaggio statistiche.

Incrociò il numero di accessi al pronto soccorso con il tempo medio di esposizione e riportò tutto a una sessione di due ore. La stima che ne ricavò era dello 0,18% di probabilità di infortunio, dello 0,04% di frattura, dello 0,003% di conseguenze permanenti e dello 0,0002% di decesso.

Il gioco valeva la candela.»

Il resto non si lascia
calcolare.

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